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Come inizia il trattamento.

Nell'iter diagnostico iniziale, il partner di una coppia con problemi di  fertilità deve sottoporsi almeno a due analisi del liquido seminale che dovrà essere studiato attenendosi alla metodica ufficialmente approvata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.). E' preferibile che i campioni di liquido seminale vengano analizzati presso lo stesso centro specialistico dove la coppia verrà sottoposta a tecniche di Procreazione Assistita. Lo standard di normalità identificato dall'O.M.S. (più di 20 milioni di spermatozoi per millilitro, più del 50% di spermatozoi mobili, più del 30% di forme normali) rappresenta una base di riferimento ma non può servire a determinare la fertilità definitiva: tale compito spetta all'esperto in fisiopatologia della riproduzione che analizza tutti i dati provenienti da entrambi i partner.

Il campione deve essere prodotto presso il centro stesso ma può anche giungere al laboratorio dall'esterno entro un'ora al massimo e mantenuto a temperatura corporea.

Nonostante la partner femminile presenti mestruazioni regolari, l'ovulazione deve essere confermata dal dosaggio del progesterone nel sangue nella seconda metà del ciclo (fase luteinica media). Altri dosaggi ormonali possono aiutare a stabilire il grado di funzionalità ovarica e la verosimile capacità di rispondere alla stimolazione farmacologica.

L'impervietà dele tube (tube chiuse) è presente nel 20-30% delle coppie infertili e può passare inosservata perché spesso asintomatica. La donna  deve essere sottoposta di norma alla valutazione della pervietà delle tube nel corso dei primi accertamenti diagnostici. Si può prescindere da tale valutazione nel caso ci si trovi di fronte ad altri fattori che rappresentino indicazione specifica alla fecondazione extracorporea (FIVET): in tal caso le tube (presenti, assenti, aperte, chiuse) sarebbero assolutamente ininfluenti. Il test di screening della pervietà è l'isterosalpingografia ossia l'esame radiografico dell'utero e delle tube dopo iniezione di mezzo di contrasto all'interno dell'utero stesso. E' un esame poco costoso, eseguito ambulatorialmente e a bassa incidenza di complicanze. A volte può essere necessario valutare tutti gli organi della pelvi mediante la cosiddetta laparoscopia diagnostica che permette di evidenziare aderenze, endometriosi e patologie ovariche. In tutti quei casi in cui si vuole o si deve evitare di eseguire una isterosalpingografia ma si vuole ricercare la patologia tubarica è possibile ottenere dati pressocchè sovrapponibili dosando il livello di anticorpi antiChlamydia nel sangue. Alti livelli di questi anticorpi sono significativamente associati alla malattia infiammatoria pelvica che determina occlusione tubarica, aumento di rischio di gravidanza extrauterina e dolore pelvico cronico. Al contrario dell'I.S.G. non si hanno informazioni sulle condizioni dell'utero.

Il successo dell'impianto in utero dell'embrione e della successiva gravidanza dipende anche da un utero normalmente sviluppato e ricettivo. La mucosa che riveste la superficie interna dell'utero, l'endometrio, risente ciclicamente delle variazioni ormonali: eliminato completamente nel flusso mestruale, cresce di spessore nella prima metà del ciclo e poi
si modifica nella sua struttura diventando ricettivo nei confronti dell'embrione nella seconda metà del ciclo. L'esame dell'endometrio è assolutamente indolore, veloce, non invasivo: è condotto con sonda ecografica transvaginale e offre informazioni indirette sul funzionamento
delle ovaie. Utile è pure la valutazione delle tube e delle ovaie specialmente prima di sottoporre la donna a stimolazione ovarica farmacologica.

luned́ 18 febbraio 2019n

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